Intagliatori a Milano nel Settecento
di Andrea Bardelli

 

 

 

In un precedente articolo (“Legnamari” attivi a Milano nella seconda metà del Settecento tra associazioni e libera iniziativa.) era stata analizzata la situazione degli artefici dediti ai lavori di falegnameria nella seconda metà del Settecento. Con un metodo analogo, esaminiamo ora la situazione degli intagliatori che, nel 1728, si distaccano dalla Corporazione dei falegnami per costituire una propria Corporazione, destinata ad essere abolita nel 1774, un anno dopo quella dei “Legnamari”.

Anche in questo caso, prendiamo le mosse da alcuni documenti che si conservano presso l'Archivio di Stato di Milano (ASMi): Atto costitutivo dell'Università degli intagliatori e scultori in legno (documento datato 22 aprile 1728); Ordini e Statuti della Congregazione degli intagliatori e scultori in legno (databile al 1732) e Atto di soppressione della Corporazione del 1774.
Nei primi due documenti (facenti parte di un unico faldone) compaiono gli ufficiali della Corporazione che ne officiano la costituzione e ne rivestono le cariche principali.
E’ curioso notare che alcuni di essi sono analfabeti e la sottoscrizione degli atti viene effettuati da altri, a testimonianza del fatto che l’arte non si accompagnava necessariamente a un elevato livello culturale.

Nel terzo documento, invece, sono elencati i rappresentanti della Corporazione prima convocati e poi presenzianti alla riunione che sancisce la soppressione della stessa.
Facendo un confronto tra i 34 nominativi elencati nei documenti indicati, che riportiamo in ordine alfabetico in apposito elenco, rileviamo che nessuno compare sia nei documenti del 1728-1732, sia in quello del 1774, e ciò appare comprensibile per il fatto che in poco meno di cinquant’anni le cariche siano state rinnovate, così come gli artefici iscritti si siano avvicendati.

Citiamo per tutti il caso di Giorgio Seraifochel, il quale nel 1728 sottoscrive gli atti di costituzione dell’università degli intagliatori e scultori in legno e nel 1732 risulta in carica come primo direttore vecchio tra gli ufficiali della congregazione degli intagliatori e scultori in legno.
Nel 1774, compare un altro Serafoichel, ossia Giuseppe, forse il figlio, in qualità di tesoriere nella riunione convocata per la soppressione della Corporazione.

Come già fatto per i falegnami, cerchiamo di avere notizie su questi artefici incrociando i dati dell’archivio di Antiqua (non disponibile in rete, ma liberamente accessibile su richiesta). Iniziamo da Carlo Bianco o Bianchi, il quale, nel 1728 sottoscrive gli atti di costituzione dell’università degli intagliatori e scultori in legno.
Due anni prima, in data 2 novembre nel 1726, si impegna a costruire, insieme a Francesco Bassi, anch'egli milanese, le cantorie sulle pareti ai lati dell'altar maggiore, per la chiesa di san Giovanni a Busto Arsizio (Va), dorate da Giovan Battista Moltino pagato a saldo il 30 aprile 1728.

Troviamo poi Giuseppe Buzzo o Buzzi, il quale sottoscrive gli stessi atti di costituzione della Corporazione, mentre un anno dopo, nel 1729, esegue in marmo, con i fratelli Gio. Battista e Gerolamo, l’altare maggiore e il tabernacolo della chiesa di S.Giorgio a Palazzo. Ciò testimonia, tra l’altro, la versatilità di questi artefici che lavoravano il legno e il marmo con uguale perizia.
Per quanto riguarda i Canavesi, Francesco Giuseppe e Pietro, essi appartengono a una famiglia d'intagliatori documentata già nel XVII secolo, i cui membri erano noti con il soprannome di Spadini.

Non vi sono opere che possano essere attribuite né a Francesco, né a Pietro. Entrambe sottoscrivono nel 1728 gli atti di costituzione dell'Università degli intagliatori e scultori. Rispetto alla stessa Università (Congregazione), il solo Pietro risulta in carica nel 1732 come quarto consigliere tra gli ufficiali e nel 1753 come tesoriere.
Esiste però anche un Canavesi Giovanni il quale, nel 1717, risulta attivo come intagliatore in legno in porta Romana, parrocchia di S.Stefano Maggiore.

Nell’archivio di Antiqua, infine, non troviamo gli Emanuelle Carlo Antonio e Gio., padre e figlio, il primo sottoscrittore dello Statuto nel 1728, il secondo solo in veste di comparente, firma in vece del padre analfabeta. Troviamo però Emanuelle Gasparo, intagliatore attivo a Milano in Palazzo Greppi nel 1778-1778 al seguito del più noto Agostino Gerli.

Troviamo anche Vigano Pietro, abitante in (Santa) Maria Segreta e convocato in data 18.2.1774, in qualità di vice prefetto, in relazione alla soppressione dell’università degli intagliatori, E' l'autore di una statua lignea della Madonna del Rosario che si trova sull’altare della terza cappella a destra della basilica di Sant’Eustorgio a Milano, realizzata nel 1781. Inoltre, nel 1807-09 gli vengono pagate due medaglie in relazione ai pulpiti della parrocchiale di Cassano d’Adda (Mi).

Sono invece numerosi i nominativi di intagliatori che compaiono nell’archivio di Antiqua e non nei documenti di cui sopra. La cosa non desta meraviglia poiché nei suddetti documenti sono elencati solo i rappresentanti, mentre non disponiamo di alcuna lista di iscritti.
Possiamo fare i nomi di Puricelli Giuseppe, Retagliati Francesco, Rossi Giovanni, Rovida Gaetano e Viarana Giovanni, tutti intagliatori attivi tra il 1730 e il 1765 in numerose chiese di Milano.

Vi sono poi alcuni casi particolari, come quelli di Antignati Giuseppe e di Pozzi Antonio Maria, i quali, pur svolgendo l’attività di intagliatori ed essendo documentati come tali nel 1749, risultano iscritti nella Corporazione dei “Legnamari”.

Vi sono poi intagliatori la cui attività è documentata nei primissimi anni del Settecento, ed è quindi possibile che alla data del 1728 avessero già cessato l’attività. Ne citiamo alcuni: Buono Giuseppe, Canetta Giovanni, Manero Francesco e Melone Francesco.
Tutti gli altri che compaiono nell’archivio di Antiqua sono invece documentati dopo il 1774 ed è quindi probabile che abbiano iniziato la loro attività proprio sfruttando il clima “liberista” creatosi dopo la soppressione.
Ne citiamo i principali, tutti impegnati nei lavori di allestimento del Palazzo Reale e di altri palazzi milanesi: Albani Stefano, Bossi Giuseppe, Cazzaniga Benedetto (quest’ultimo, in realtà, già attivo nel 1773 a Rho), il già citato Gerli Agostino, Travelli Gaetano e Viazzoli Alessandro.

 

Chi fosse interessato a ricevere la versione integrale dello studio, completa di note, con la trascrizione dei documenti in discorso, può farne richiesta a:

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Pubblicato il 1 feb. 2012
 
Bosso Giuseppe, Milano certosa Garegnano
arredi sala capitolare 1775
Fig 2
Frontespizio doc. ASMi Senato Deroghe cart. 53
Intagliatore milanese, cornice (particolare),
XVIII secolo, Milano, san Bernardino
Viganò Pietro, Madonna del Rosario, 1781,
Milano sant'Eustorgio